Milano, 2026
Spazio aperto e diaframmi leggeri: il ritmo della flessibilità urbana
Situato all’interno del nuovo complesso direzionale Bassi Business Park, firmato dallo studio OBR, WAO Kitchen è il primo ristorante della rete di spazi WAO - We Are Open e parte integrante del co-working WAO Bassi.
l locale si confronta con un involucro di ampia metratura caratterizzato da una totale trasparenza verso l’esterno. Fin dalle primissime fasi, la permeabilità visiva delle grandi facciate vetrate è stata interpretata come la principale occasione progettuale: un'opportunità per dissolvere il confine fisico tra interno ed esterno, ridefinendo il rapporto osmotico tra lo spazio vissuto e la dimensione urbana.
L'azione fondante dell'intervento si concretizza nell'inserimento di una quinta scenografica che si sviluppa parallelamente alla facciata su strada. Questo elemento, realizzato con una struttura metallica rivestita in policarbonato ondulato, diventa un vero e proprio dispositivo visivo: accompagna il pedone lungo il marciapiede, trasformando la percezione dell'edificio in una promenade che si svela in progressione. Ad accentuare questo dialogo aperto con la città interviene un secondo protagonista spaziale, il grande serramento basculante in corrispondenza del bancone bar. Un segno cinetico e dinamico che genera un affaccio diretto sulla via, restituendo allo spazio un’attitudine "pop", permeabile e fortemente comunicativa.
Rispondendo all'esigenza della committenza di ospitare configurazioni ed eventi eterogenei, il progetto abbraccia radicalmente il concetto di plan libre. La planimetria viene mantenuta fluida e svuotata da rigidi setti divisori; lo spazio è invece orchestrato attraverso partizioni leggere ed effimere.
Un sistema di tende in tessuto opalino agisce come un diaframma flessibile che gerarchizza gli ambiti senza mai interrompere la continuità visiva, permettendo alla luce naturale di modellare morbidamente i volumi. Ne scaturisce un grande ambiente unico e continuo, che gioca in modo organico con le trasparenze e con il segno ondulato del policarbonato, all'interno del quale risulta tuttavia intuitivo leggere il ritmo e individuare le diverse aree di fruizione. Questo sottile equilibrio è stato raggiunto grazie a un accurato studio degli arredi – con una marcata diversificazione di tavoli e sedute – e a un concept illuminotecnico, capace di far dialogare una luce generale diffusa con scenari puntuali, intimi e dedicati.
A fare da matrice visiva e collante dell'intero intervento è la pavimentazione continua in cemento rosato: una superficie che, grazie alla sua omogeneità cromatica, dilata la percezione spaziale spingendola fino ai limiti dell'involucro. Su questa base si innesta una palette molto delicata, giocata sulle sfumature pastello ma costruita in forte contrasto con l'impiego di materiali dall'anima cruda e industriale: il cemento, il metallo zincato, il policarbonato e i pannelli di fibra di legno mineralizzata che ne rivestono il soffitto. In questa composizione di texture essenziali, l'utilizzo del legno di Okumè interviene a rompere il rigore formale, restituendo un calibrato accento di calore tattile e visivo. Una scelta mirata, capace di innestare una nota di rassicurante domesticità all'interno di un paesaggio relazionale dal respiro spiccatamente contemporaneo.
L'azione fondante dell'intervento si concretizza nell'inserimento di una quinta scenografica che si sviluppa parallelamente alla facciata su strada. Questo elemento, realizzato con una struttura metallica rivestita in policarbonato ondulato, diventa un vero e proprio dispositivo visivo: accompagna il pedone lungo il marciapiede, trasformando la percezione dell'edificio in una promenade che si svela in progressione. Ad accentuare questo dialogo aperto con la città interviene un secondo protagonista spaziale, il grande serramento basculante in corrispondenza del bancone bar. Un segno cinetico e dinamico che genera un affaccio diretto sulla via, restituendo allo spazio un’attitudine "pop", permeabile e fortemente comunicativa.
Rispondendo all'esigenza della committenza di ospitare configurazioni ed eventi eterogenei, il progetto abbraccia radicalmente il concetto di plan libre. La planimetria viene mantenuta fluida e svuotata da rigidi setti divisori; lo spazio è invece orchestrato attraverso partizioni leggere ed effimere.
Un sistema di tende in tessuto opalino agisce come un diaframma flessibile che gerarchizza gli ambiti senza mai interrompere la continuità visiva, permettendo alla luce naturale di modellare morbidamente i volumi. Ne scaturisce un grande ambiente unico e continuo, che gioca in modo organico con le trasparenze e con il segno ondulato del policarbonato, all'interno del quale risulta tuttavia intuitivo leggere il ritmo e individuare le diverse aree di fruizione. Questo sottile equilibrio è stato raggiunto grazie a un accurato studio degli arredi – con una marcata diversificazione di tavoli e sedute – e a un concept illuminotecnico, capace di far dialogare una luce generale diffusa con scenari puntuali, intimi e dedicati.
A fare da matrice visiva e collante dell'intero intervento è la pavimentazione continua in cemento rosato: una superficie che, grazie alla sua omogeneità cromatica, dilata la percezione spaziale spingendola fino ai limiti dell'involucro. Su questa base si innesta una palette molto delicata, giocata sulle sfumature pastello ma costruita in forte contrasto con l'impiego di materiali dall'anima cruda e industriale: il cemento, il metallo zincato, il policarbonato e i pannelli di fibra di legno mineralizzata che ne rivestono il soffitto. In questa composizione di texture essenziali, l'utilizzo del legno di Okumè interviene a rompere il rigore formale, restituendo un calibrato accento di calore tattile e visivo. Una scelta mirata, capace di innestare una nota di rassicurante domesticità all'interno di un paesaggio relazionale dal respiro spiccatamente contemporaneo.
Disegni tecnici
Planimetria generale
Dettagli
Informazioni
Incarico
progetto preliminare, definitivo, esecutivo e direzione lavori
Committente
WAO srl
Collaboratori
Claudia Begni
Isotta Bizzozero
Matteo Pala
Isotta Bizzozero
Matteo Pala
Imprese/Prodotti
SIDE LTD - allestimento interno
70Materia - pavimento in cemento
Belca - sedie e tavoli (finiture custom)
Egoluce - illuminazione e lampade custom
Pholc - lampade Apollo 59
Alessi - lampade Bedin
70Materia - pavimento in cemento
Belca - sedie e tavoli (finiture custom)
Egoluce - illuminazione e lampade custom
Pholc - lampade Apollo 59
Alessi - lampade Bedin
Fotografie
Francesca Iovene